Lingua: Italiano
Zermatt. No matter what
 
siete qui: _ Home _ Novità/eventi _ Presscorner _ zermatt_stories

Total high. L’ebbrezza del Monte Cervino

Dal 20 al 27 a Zermatt prenderà avvio la terza Settimana Alpina, e con essa vi sarà nuovamente la possibilità di seguire le orme degli alpinisti a prezzi speciali. Ormai da ben 150 anni Zermatt è perno e cardine di esperienze alpine d’alta quota. Molti ritengono l’alpinismo un mistero impenetrabile.

Pronti a salire!

Alpin Center e Zermatt Turismo desiderano invitare coloro che fanno del fitness un proprio punto di forza a lasciarsi coinvolgere da quest’avventura. Ma dove inizia il fitness? Lo scorso anno, ad estate quasi conclusa, 85 donne colpite da cancro al seno hanno salito con i loro accompagnatori il Breithorn, il Quattromila di più facile accesso di tutte le Alpi, facendo anche una passeggiata sui ghiacciai di due ore buone. Una prova di volontà associato ad un messaggio. informazioni

I più faranno fatica ad immaginare le diverse possibilità di salita alla vetta: con e senza ramponi, le traversate dei ghiacciai, le arrampicate: le esigenze sono molto ampie e differenziate. Attorno a Zermatt si raggruppa un terzo dei Quattromila delle Alpi. Sceglietevene uno, ma prima domandate alla guida dell’Alpin Center. E poi non fate tutto in fretta, ad esempio per andare sul Breithorn: in quel caso rientrereste tra gli avventati che salgono le montagne senza guida.
Si sa che gli sportivi volgono l’effetto dell’altitudine a proprio vantaggio: la disponibilità di ossigeno è più ristretta, il corpo produce più globuli rossi. È doping naturale e dura fino a tre mesi. Le quote intermedie dai 2000 ai 2500 m sono quelle alle quali gli sportivi più costanti svolgono il loro allenamento in quota, dove è situata la maggior parte dei rifugi del Club Alpino e dove l’escursionista fa le sue passeggiate.

Un effetto doping naturale tra le montagne
Riportiamo qui un'intervista con il medico di montagna Prof. Dott. Wolfgang Domej, vicepresidente della Società Austriaca di Medicina Alpina e di Montagna [Österreichische Gesellschaft für Alpin- und Höhenmedizin (ÖGAHM)] e presidente della comunità di lavoro Medicina alpina.
Cosa accade all’organismo umano quando ad esempio si sale su una funivia per arrivare ad altezze importanti? A parte sentire pressione a livello di orecchio e avvertire talvolta una sensazione di stanchezza, nella maggior parte dei casi non si nota nulla di rilevante.
Senza accorgersene, a causa della rarefazione dell’ossigeno, un soggetto sano comincia a respirare più frequentemente man mano che l'altitudine aumenta, le pulsazioni si fanno leggermente più rapide e vi è un leggero aumento della pressione sanguigna.

Si dice che il soggiorno a determinate altitudini provochi un "doping naturale”: gli sportivi più in gamba sanno sfruttare questo effetto. Com’è possibile che un’aria satura di ossigeno possa essere considerata fonte di doping? L’effetto dopante si riferisce in primo luogo ad un migliorato approvvigionamento di ossigeno nel corpo ad un’altitudine normale, connesso ad un soggiorno piuttosto lungo ad alta quota.

A cosa si deve, secondo lei, il boom delle discipline sportive alpinistiche, registrato negli ultimi cinque anni?
Lo sport alpino seguita ancora ad avere un che di avventura; a ciò si aggiungano le impressioni colte in un paesaggio naturale e meraviglioso e il contrasto con gli uffici delle metropoli, che raramente sono in grado di permettere all'individuo di esprimersi e realizzarsi dal punto di vista fisico.

A cosa è necessario prestare attenzione se si soggiorna a 4000 metri?
Se si vogliono avere buone prestazioni a 4000 metri non essendo abituati all’altitudine, bisognerebbe acclimatarsi per qualche giorno. Un breve periodo di soggiorno a queste quote non ha nulla di negativo.

In Tibet ci sono popolazioni di montagna che vivono costantemente e sin dalla nascita a medie e grandi altitudini. In cosa si distinguono ad esempio dai veneziani, che vivono al livello del mare? O, invece, non ci sono differenze riscontrabili dal punto di vista fisiologico?
Come oggi sappiamo, ci sono differenze di adattamento genetico, sviluppatesi nel corso dei secoli; quello tibetano è un popolo che, come è noto, vive più a lungo ad altitudini elevate, e che pertanto dal punto di vista genetico sa meglio adeguarsi alla carenza di ossigeno in quota.

Ci elenchi i vantaggi e gli svantaggi che le vengono in mente quando pensa ad un soggiorno di più giorni a più di 3000 metri…
Un soggiorno a quota 3000 metri non costituisce una vera e propria sfida per un organismo sano; i fattori climatici legati all’altitudine (radiazioni, freddo, secchezza dell’aria, carenza di ossigeno) assumono comunque un’importanza notevole. Brevi vacanze a 2500 - 3000 metri hanno addirittura un effetto salutare e rinforzano le difese immunitarie aumentando la quantità di globuli rossi.

Ritiene possibile che gli influssi esercitati da medie ed elevate altitudini siano sfruttati per effetti di tipo meditativo e spirituale? Questo fenomeno è già presente in Europa?
In Nepal ci sono conventi fino a quota 5000; credo che i pensieri meditativi si esprimano solamente attraverso uno splendido paesaggio di montagna, a patto che non si consideri la montagna stessa un puro e semplice “attrezzo sportivo”, come accade spesso al giorno d’oggi.

Conosce miti che riguardino il tema “l’uomo e la montagna“? Quali?
Si sa che ad altitudini estreme a corto di ossigeno si possono avere delle allucinazioni che possono riflettersi positivamente sulla creatività, rappresentando però nel contempo una minaccia considerevole se non le si affronta in modo adeguato.

Quali effetti ha un soggiorno a quote intermedie e quali un soggiorno a quote elevate sullo stato psicologico, sulla capacità di concentrazione, di osservazione e sotto il profilo emozionale? Sono state svolte ricerche in merito?
Già ad altitudini medie il tempo di reazione e l’attenzione iniziano a calare sensibilmente per effetto della carenza di ossigeno.

L’intervista è stata realizzata dalla Dott.ssa Monika Wogrolly-Domej. Per gentile concessione del quotidiano culturale LIVING CULTURE


Zermatt Tourismus | Tel +41 27 966 81 00 | info@zermatt.ch