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Cervino: la pianificazione per la nuova costruzione della Capanna Hörnli è sulla buona strada

La Capanna Hörnli è il punto di partenza per la maggior parte degli alpinisti intenzionati a scalare il Cervino. In occasione del giubileo del 2015, la vecchia struttura verrà completamente rinnovata.

In luglio e agosto, nei giorni con buone condizioni meteorologiche, arrivano qui da tutto il mondo fino a 200 persone al giorno tra alpinisti e loro guide per scalare il Cervino (4478 m). A queste si aggiungono circa 200 turisti di passaggio che dalla terrazza osservano con cannocchiali e binocoli da campo gli alpinisti sulla cresta dell’Hörnli.

La Capanna Hörnli, situata a 3260 m, esiste fin dagli inizi dell’alpinismo nella Valle di Zermatt. Nel 1865, la cordata di Edward Whymper raggiunse per prima la vetta del Cervino. Dal 1880 i rifugi ai piedi del Cervino sono stati costantemente adattati alle esigenze degli alpinisti, per offrire loro protezione e un minimo di comfort. "Facciamo tutto il possibile per poter offrire a partire dal 2015 un rifugio in grado di soddisfare le esigenze degli alpinisti e nello stesso tempo i requisiti di sostenibilità in tema di approvvigionamento di energia e acqua e di trattamento delle acque di scarico richiesti da un’area d’alta montagna", dice Fernando Clemenz, direttore delle aziende di montagna presso il Matterhorn Group del Comune patriziale di Zermatt. Nel 2015 ricorre per la 150ª volta l’anniversario della prima scalata del Cervino compiuta dalla cordata di Edward Whymper.

Nasce una nuova generazione di "capanne"
Oggi la capanna, costituita dal "Belvedere" vecchio di oltre 100 anni e dall’ex Capanna Hörnli del CAS, non soddisfa più le aspettative riposte in un rifugio alpino. Approvvigionamento idrico ed energetico, comfort, funzionalità, tutto questo verrà migliorato entro il 2015. La vecchia costruzione "Belvedere" ritornerà ad assumere, dopo un risanamento della facciata, uno splendido color ocra. L’ex capanna del CAS lì accanto verrà demolita e sostituita da una costruzione collegata direttamente con il Belvedere. Quest’ultima sarà rivestita in lamiera.
Le superfici del tetto saranno ricoperte con pannelli fotovoltaici che serviranno ad assicurare il fabbisogno di corrente elettrica. I collettori termici montati sulle terrazze forniranno l’acqua calda per l’intero complesso. Verrà inoltre rivoluzionato il sistema di raccolta dell’acqua dal terreno. Gli elementi chiave: un serbatoio dell’acqua interrato e una conduttura quasi invisibile. Un‘efficiente sistema per le acque di scarico e di produzione e distribuzione dell’energia renderà il rifugio quasi completamente autosufficiente.

La capanna, che oggi offre 170 posti letto per gli alpinisti, dopo il rinnovo potrà ospitare complessivamente 140 alpinisti.

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